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Barzellette varie
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Due italiani sono al
lavoro in una sperduta zona dell'Africa, e dopo il lavoro si vogliono
concedere un pranzo in un locale tipico della zona. Si recano ad un
ristorante costituito da una grande capanna arredata con stuoie e
prodotti tipici della zona, lance, archi, frecce, e via di seguito. Il
cameriere nero come il carbone fa accomodare i due e gli porta il menu'.
Subito i due vanno a vedere la lista dei cibi locali, e trovano anche
una lista di portate in carne umana per chi avesse appetiti cannibali.
Nella lista figurano: Bimbo Nigeriano: 30.000 lire, Bimbo Cinese: 35.000
lire, Bimbo Giapponese: 38.000 lire, Bimbo Americano: 43.000 lire, Bimbo
Asiatico: 50.000 lire, Bimbo Siciliano: 250.000 lire. Incuriositi i due
domandano al cameriere come mai c'e' una cosi' grossa differenza fra
gli altri bambini e quello siciliano, e sotto la spinta di una punta
d'orgoglio aggiunge, sono forse difficili da catturare? - No buana -
risponde il negro - e' che costa molto ripulirli! |
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Un tizio si perde nella
campagna cinese durante una tempesta finche' trova una casa e chiede
ospitalita'. Un vecchio cinese che gli apre gli dice: "Onorevole
straniero, io ti ospito per la notte, ma se oserai toccare mia figlia ti
sottoporro' alle terribili Tre Torture Cinesi!". Il tizio accetta, ma
appena vede la figlia, giovane e bella, ne rimane incantato. Durante la
notte, quindi, va nella camera della donna e fanno all'amore. Il giorno
dopo il tizio si sveglia con un macigno sul petto, a cui e' attaccato un
messaggio: "Tortura Cinese N. 1: Macigno sul petto". Con un sorriso di
superiorita' il tizio solleva il macigno e lo butta dalla finestra, ma
appena lo ha lasciato andare vede un messaggio attaccato al davanzale:
"Tortura Cinese N. 2: Testicolo destro legato al macigno". Subito il
tizio si lancia dalla finestra prima che la corda legata alla pietra gli
strappi il testicolo. Mentre vola giu' il tizio vede un messaggio
scritto al suolo: "Tortura cinese N. 3: Testicolo sinistro legato al
davanzale". |
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Un uomo deve fare da oratore ad una cena; si siede a capotavola e
si accorge di aver dimenticato la dentiera. Girandosi verso l'uomo
seduto al suo fianco gli dice: "Ho dimenticato i miei denti. Per caso
puo' aiutarmi?". L'uomo risponde: "Non c'e' problema". E dopo essersi
infilato una mano in tasca ed averne tolto una dentiera, dice: "Provi
questa". "Non mi sta" risponde l'uomo. L'uomo allora ne toglie di tasca
un'altra: "Provi quest'altra". "E' stretta". "Ne ho soltanto un'ultima.
Provi questa". L'altro la prova: "E' perfetta". Con quella dentiera egli
cena e parla. Alla fine dell'incontro avvicina l'uomo che lo ha aiutato
e gli dice: "La ringrazio di essermi venuto in aiuto. Ho giusto bisogno
di un dentista. Posso sapere dov'e' il suo studio?". E l'altro: "Non
sono un dentista. Sono un becchino". |
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