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Dormi
sepolto in un campo di oppio, morto ucciso ed appeso ad un cappio, che
ti fa veglia all'ombra del fosso, ove già spunta un bel tocco di osso. Così dicevi ed era d'inverno e con Omar verso l'inferno te ne vai triste
come chi deve e, lui ti spunta in faccia la neve. Fermati Osama, fermati
adesso, lascia che Bush ti passi un po' addosso, dei morti di York ti
porti la voce, chi diede la vita ebbe in cambio una croce. Non lo
facesti ed il tempo passava ed il Kyber s'allontanava speravi di varcar
la frontiera in un bel giorno di primavera. Mentre portavi Saddam sulle
spalle, vedesti Colin giu' nella valle che aveva il tuo stesso identico
umore ma la divisa di un altro colore. Sparagli Osama, sparagli ora, e
se non basta sparagli ancora fino a che Omar, non lo vedrà esangue,
cadere in terra e coprire il suo sangue. Ma se gli spari in fronte o nel
cuore soltanto il tempo avrà per morire, ma il tempo a me resterà per
vedere, vedere gli occhi di Colin che muore. Mentre gli usi questa
premura, Colin si volta, ti vede, ha la goduria, ed imbracciata
l'artiglieria non ti ricambia la cortesia. Cadesti a terra senza il
Corano mentre la vita ti lasciava la mano. Cadesti a terra senza il
Corano mentre la vita spariva lontano. Maometto mio crepare di maggio ci
vuole tanto, troppo coraggio. Maometto bello dritto all'inferno avrei
preferito andarci in inverno. E mentre Omar ti stava a sentire dentro
alle mani stringevi il fucile dentro alla bocca stringevi il Corano
ormai certo di averlo nell'ano. Dormi sepolto in un campo di mine, con
addosso un manto di spine, che ti fan veglia all'ombra del cappio, con
tanti bei papaveri d'oppio. |